
L’Energy Manager è il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia all’interno di aziende, enti pubblici e organizzazioni. Questa figura, introdotta dalla Legge 10/1991, ha assunto un ruolo sempre più centrale per garantire efficienza energetica, sostenibilità e conformità normativa. In un contesto di transizione ecologica e aumento dei costi energetici, l’Energy Manager rappresenta un punto di riferimento strategico per ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi.
Le attività dell’Energy Manager sono molteplici e fondamentali per la gestione energetica di qualsiasi realtà strutturata. Tra i compiti principali rientrano:
Da ricordare: L’Energy Manager non va confuso con l’EGE (Esperto in Gestione dell’Energia), figura certificata secondo la norma UNI CEI 11339, anche se spesso le competenze si sovrappongono.
La nomina dell’Energy Manager è obbligatoria per legge in presenza di determinati consumi energetici. Secondo la Legge 10/1991, l’obbligo scatta per:
La nomina deve essere comunicata ogni anno entro il 30 aprile al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e alla FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia).
Come si calcolano i tep? Per convertire i consumi in tep si utilizzano coefficienti specifici per ogni fonte energetica (ad esempio, 1.000 m³ di gas naturale corrispondono a circa 0,85 tep). È fondamentale monitorare i consumi annuali per verificare l’obbligo.
Cosa succede se non si nomina l’Energy Manager? La mancata nomina può comportare sanzioni amministrative e la perdita di accesso a incentivi e bandi pubblici legati all’efficienza energetica.
Per diventare Energy Manager sono richieste competenze tecniche e gestionali. I titoli di studio più indicati sono:
Competenze chiave includono: conoscenza delle tecnologie energetiche, capacità di analisi dati, gestione di progetti, negoziazione e comunicazione. Sono molto apprezzate certificazioni come EGE, ISO 50001 e corsi specifici FIRE. L’aggiornamento continuo è essenziale per restare al passo con normative e innovazioni.
La retribuzione di un Energy Manager varia in base a esperienza, settore e area geografica. Secondo dati aggiornati:
Fattori che influenzano lo stipendio: settore industriale o terziario, dimensione dell’azienda, area geografica (Nord Italia più retribuito), risultati ottenuti (bonus legati a risparmi energetici).
La presenza di un Energy Manager offre vantaggi concreti e misurabili:
Un Energy Manager efficace contribuisce a valorizzare il patrimonio aziendale e a guidare l’innovazione verso modelli di business più sostenibili.
Piattaforme digitali e gemelli digitali semplificano la raccolta, l’analisi e la gestione dei dati energetici. Questi strumenti permettono:
Soluzioni come UTwin offrono una gestione integrata di asset, dati e manutenzione, facilitando il lavoro dell’Energy Manager e aumentando l’efficacia delle strategie di efficienza energetica.
L’Energy Manager è una risorsa fondamentale per ottimizzare i consumi, rispettare la normativa e guidare la transizione verso la sostenibilità. Valuta i tuoi consumi, informati sulle soglie di obbligo e considera l’adozione di strumenti digitali per una gestione energetica più efficiente e innovativa.
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